5 agosto 2020

Intervista a Donatella Galliano, Psicologi per i Popoli: vulnerabilità in emergenza

Intervista alla presidente della Federazione Psicologi per i Popoli, Donatella Galliano: come sono cambiate le richieste da parte della popolazione vulnerabile?

Abili a proteggere ha intervistato il 29 luglio Donatella Galliano, presidente della Federazione Psicologi per i Popoli, un'organizzazione di psicologi che raggruppa e rappresenta a livello nazionale associazioni di volontariato territoriali. Durante l'emergenza Coronavirus l'associazione è stata attivata a diversi livelli: dal Dipartimento della Protezione Civile, che con il Ministero della Salute ha avviato il numero verde di supporto psicologico, dalle Regioni per i cittadini in difficoltà dei diversi territori, dai Comuni, dalle Forze dell'ordine e dalle aziende sanitarie per dare risposte ai bisogni emergenti della popolazione vulnerabile. In particolare, l'associazione Psicologi per i popoli ha prestato attenzione ai bambini, agli anziani e alle persone con disabilità fisica e psichica, come segnalato dall'Oms, alle donne che in questa pandemia sono state fortemente in difficoltà, agli operatori socio sanitari, che hanno lavorato in prima linea negli ospedali, nelle strutture sanitarie come le Rsa, al 118 e al pronto soccorso, supportandoli anche nella comunicazione alle famiglie, con assistenza da remoto e in prossimità in reparto. Di seguito riportiamo i punti focali dell'intervista alla presidente di Psicologi per i Popoli, disponibile nella versione integrale sul canale Youtube di Abili a proteggere.

Come sono cambiate le richieste da parte della popolazione vulnerabile?

Abbiamo identificato e suddiviso l'emergenza in 3 fasi: la prima è la fase di attivazione del piano di risposta e analisi delle risorse. Stiamo scaricando i dati che provengono da tutte le varie attività svolte, sia da remoto che in prossimità: le problematiche riscontrate erano un'ansia generalizzata, una paura diffusa, disorientamento, irrequietezza, il non sapere cosa attendersi per il futuro, tristezza, apatia, astenia e senso di solitudine. In quel momento c'erano le quarantene che erano una novità, il rimanere chiusi in casa con la paura di essere infettati e di infettare ha creato una dimensione psicologica particolare, infatti, anche le persone in quarantena sono state inserite nel nostro osservatorio privilegiato insieme alle persone con fragilità. Inoltre ci siamo dovuti confrontare con i tentativi anti conservativi da parte di persone che non avevano più punti di riferimento: inizialmente, infatti, i servizi avevano preso delle misure di contenimento e quindi avevano chiuso, gli operatori si potevano vedere solo in certi modi e in certi momenti, quindi sono venute a mancare la sistematicità e l'organizzazione quotidiana, che le famiglie si sono trovate a gestire da sole a casa. Abbiamo rilevato poi tantissime alterazioni delle relazioni, stando chiusi in casa hanno cominciato ad essere evidenti le situazioni sommerse, dove le donne non potevano parlare ed erano in uno stato di disagio molto grande. Un altro disturbo emerso è stata l'insonnia. 

In un secondo momento, in seguito al DPCM del 30 aprile, il nostro intervento è stato di monitoraggio, gestione e ricalibrazione delle attività messe in campo per aiutare le persone. In questa fase, passata un po' la paura del virus e avendo imparato a gestire una possibile relazione sociale, le persone si sono rese conto delle difficoltà legate al lavoro, temendo, ancora tutt'oggi, di perdere o non riuscire a portare avanti il proprio lavoro nell'artigianato, commercio, turismo.

Piramide di intervento per la salute mentale e il supporto psicosocialeInvece, nell'attuale terza fase della ricostruzione e dell'elaborazione di quello che è accaduto con la possibilità di guardare al futuro, come anche da linee guida internazionali dello IASC, Comitato Permanente Inter-Agenzia (Inter-Agency Standing Committee), all'inizio si dà assistenza a grandi numeri di persone con un intervento più generico e generalizzato, poi via via che si sale lungo il vertice della piramide si arriva ad identificare sempre meglio le persone che hanno una difficoltà specifica che deve essere presa in carico anche da un punto di vista terapeutico.

Le domande riguardano sempre l'ansia, la preoccupazione, il lavoro, ma la domanda comincia ad essere molto più specifica rispetto al futuro, soprattutto con la mancanza delle persone che si sono perse per la strada.

In questo momento abbiamo un'altissima richiesta di interventi per l'elaborazione del lutto, lutti complessi, perché le persone non hanno potuto assistere i loro cari nei momenti difficili, non hanno potuto vedere il peggioramento, non hanno potuto constatare con i medici la morte, non hanno visto la cassa che usciva dall'ospedale, non hanno deciso la cremazione ma c'è stata, non hanno avuto un funerale, ma gli è stata restituita un'urna. Questo è un disastro dal punto di vista sociale e la domanda rispetto a questa sofferenza psicologica così grande sta venendo fuori adesso, c'è in gioco il futuro di queste famiglie, il futuro delle persone e il futuro anche della comunità. Faccio un esempio che mi ha molto colpito e non mi era mai capitato, pur lavorando da tanti anni nel lutto, nelle elaborazioni o traumi. Intanto le persone negano che sono morti i loro cari, dall'altra parte, essendo in quarantena, hanno chiesto ad un parente o vicino di casa di fare un filmato del funerale, della benedizione, filmato che poi hanno messo da parte e non hanno mai avuto il coraggio di vedere, per cui adesso la richiesta particolare è di poterli mettere nelle condizioni di visionare il video del funerale di un loro caro. Questo passaggio si fa dove necessario, ma solo questo passaggio ci mette nelle condizioni di cominciare a poter avviare l'elaborazione del lutto, come anche accompagnare la persona con i familiari ad un momento nella parrocchia di riferimento per celebrare un momento che dia un riconoscimento a quello che è successo. E poi ripartiamo da qui, iniziando il percorso che durerà molti mesi. 

Rispetto a questa emergenza, vi siete sentiti preparati a rispondere alle necessità delle persone più vulnerabili?

Sicuramente questa emergenza è molto diversa da qualsiasi altra. Come psicologi lavoriamo da tempo sulla vulnerabilità, anche nelle nostre professioni, ci sono tra noi psicologi che si dedicano alla disabilità o lavorano in psichiatria o in settori molto specifici, come l'autismo. Stiamo facendo un lavoro di ricerca sulle vulnerabilità: abbiamo avviato un questionario grazie al progetto presentato nel 2018 al Premio Terzani sulla "Vulnerabilità in emergenza" e abbiamo vinto il secondo posto. Questo progetto si occupa dello specifico psicologico che si evidenzia in alcune situazioni nelle varie e diverse vulnerabilità. Abbiamo selezionato alcune vulnerabilità particolari e stiamo contattando le associazioni e le persone direttamente coinvolte in situazioni di emergenza e che possono parlarci del loro vissuto di paura durante l'emergenza, prevedendo di trovare una risposta adeguata. Causa covid siamo andati avanti con il questionario come abbiamo potuto, anche da remoto, e speriamo al più presto di poter presentare i risultati anche al Dipartimento di protezione civile, che ne è già informato e ci sostiene. Organizzeremo nel prossimo futuro un convengo per presentare i risultati del progetto. 

L'intervista a Donatella Galliano, Psicologi per i Popoli - Federazione, è disponibile nella versione integrale e sottotitolata sul nostro canale youtube Abili a proteggere. Niente di Speciale è la sezione del sito dedicato alle interviste della redazione Abili a proteggere, perché non esistono bisogni speciali ma specifiche necessità

Ringraziamo Donatella Galliano, presidente di Psicologi per i Popoli - Federazione, per la disponibilità e collaborazione dimostrate.

Link utili: PsicologiperiPopoli, Progetto "Vulnerabilità e maxiemergenze", Premio Terzani 2018OMS - Considerazioni per la disabilità durante l’emergenza COVID-19, Articolo su "Le Linee guida sulla salute mentale e il supporto psicosociale nei contesti di emergenza" dello IASC, "Gestire la salute mentale e gli aspetti psicosociali dell’epidemia di Covid-19 - IASC, "Il mio eroe sei tu! - Come i bambini posono combattere il COVID-19" - IASC

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