7 marzo 2019

Intervista a Giampiero Griffo, Osservatorio nazionale disabilità

Abili a proteggere intervista Giampiero Griffo, nuovo coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità

A 10 anni dalla ratifica da parte dell'Italia della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, la redazione di Abili a proteggere intervista Giampiero Griffo, componente del Consiglio Mondiale di DPI, Disabled peoples' International, presidente di DPI Italia, rappresentante italiano nel board del Forum europeo sulle disabilità e da gennaio coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. L'intervista è stata realizzata a Roma il 18 febbraio presso l’Hotel Eurostars Roma Aeterna, che ha ospitato l’evento conclusivo del progetto “Capacity: la legge è eguale per tutti – Modelli e strumenti innovativi di sostegni per la presa di decisioni e per la piena inclusione sociale delle persone con disabilità intellettive” realizzato da Anffas Nazionale.

Il 3 marzo 2009, l’Italia ratificò la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, approvata il 13 dicembre 2006 dalle Nazioni Unite e sottoscritta il 30 marzo del 2007 da 82 paesi, tra cui il nostro. A New York quel giorno, ad apporre la firma dell’Italia, c’era l’allora ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, al suo fianco, Giampiero Griffo. La legge italiana di ratifica della Convenzione ha contestualmente istituito l'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità che ha, tra gli altri, il compito di promuovere l'attuazione della Convenzione. 

Riportiamo un estratto dell'intervista, visionabile sul canale Youtube di Abili a proteggere. 

Grazie alla sua ricca esperienza internazionale, quale buona pratica in tema di protezione civile e disabilità potremmo adottare all'interno del nostro sistema?

Negli ultimi anni dopo l'approvazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite c'è stato un processo di inclusione delle persone con disabilità all'interno sia degli interventi di emergenza che di aiuti umanitari. Attualmente a livello internazionale si stanno discutendo le linee guida per l'inclusione delle persone con disabilità negli interventi di emergenza, c'è un gruppo specifico dello IASC (Inter-Agency Standing Committee) delle Nazioni Unite, ci sono una serie di documenti che danno delle indicazioni già operative che dovrebbero essere fatte proprie dai vari sistemi di protezione civile o di aiuti umanitari, il Sendai Framework for Disaster Risk Reduction, convegno in Giappone nel 2015, le indicazioni dell'Unione Europea, un documento sempre dello stesso anno che parla di come la protezione civile debba essere inclusiva e poi adesso sono uscite anche le linee guida del Global Compact per i rifugiati, altro elemento che ha a che vedere con la protezione.
Questo quadro di normative e di documenti dovrebbero essere fatti propri, e fatti propri significa da un lato coinvolgere direttamente le organizzazioni di persone con disabilità in tutte le aree di intervento della protezione civile, in questo caso quindi non solo della progettazione, ma anche del primo intervento, ma anche poi dell'accoglienza, dell'eventuale continuità nei campi o in altre aree.
Il secondo elemento è quello di adeguare la capacità della protezione civile a saper trattare queste persone e quindi formare gli operatori, formare i Comuni. La ricerca fatta qualche anno fa ha fatto emergere che nei piani dei Comuni le persone con disabilità sono poco rappresentate e poi ci sono una serie di strumenti che hanno a che vedere con la capacità della protezione civile di dotarsi di qualche elemento innovativo per sapere dove vivono le persone con disabilità, quali sono le loro condizioni e quali tipo di intervento andrebbe fatto in caso di emergenza, ci sono le dotazioni che la protezione civile dovrebbe avere, con attrezzature e percorsi accessibili nelle aree di accoglienza. È chiaro che non bisogna segregare le persone con disabilità, visto che vivono con le loro famiglie, vivono con la loro comunità e quindi devono essere anche prese nelle tende, poi bisogna vedere piano per piano.

In qualità di nuovo coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, quali di attività verranno sviluppate quest'anno?
Non posso ancora dare una risposta. Incontrerò a breve lo staff del Ministero della famiglia e della disabilità quindi non ho ancora indicazioni sui miei poteri, sulle mie indicazioni di intervento. L'area della protezione civile è una delle aree che è contenuta nel Programma d'azione nella parte della linea 7. È evidente che anche lì ci siano tante cose da fare, so che è in corso di definizione il decreto di applicazione delle regolamentazioni, lì avremo molte cose che dovremo discutere insieme, è chiaro che ognuna di queste azioni deve avere il supporto del Governo. L'Osservatorio è un organismo di elaborazione, di proposte, poi le decisioni le prende il Governo. Dal mio punto di vista dovrebbe essere sviluppata un'azione che deve tener conto di tutti questi elementi che oggi stanno nel tavolo di discussione internazionale e quindi arrivare a definire qualche regolamentazione che sia in linea con quelle linee, uno degli obiettivi che spero il Governo accetterà sul campo della protezione civile.
Visto che la protezione civile è un sistema complesso in Italia perché c'è la competenza nazionale, regionale, comunale, riuscire a omogeneizzare gli interventi significa fare un'operazione complessa, però allo stesso tempo un'operazione che oggi si può fare e che credo ognuno degli attori ha interesse a fare perché tutelare i diritti di tutti è fondamentale. Comunque si sta già andando avanti, questo è il punto positivo.

L'intervista a Giampiero Griffo è disponibile nella versione integrale e sottotitolata sul nostro canale youtube Abili a proteggere

Niente di Speciale è la sezione del sito dedicato alle interviste della redazione Abili a proteggere, perché non esistono bisogni speciali ma specifiche necessità

Ringraziamo Giampiero Griffo per la disponibilità e collaborazione dimostrate.

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