Accessibilità siti web, verso una nuova direttiva Ue

 Garantire l’accessibilità di siti web e applicazioni mobili del settore pubblico alle persone con disabilità, che oggi nell’Unione europea sono circa 80 milioni, ma che, con l’invecchiamento della popolazione, nel 2020 dovrebbero arrivare a 120 milioni

 

 

La direttiva stabilisce alcuni requisiti minimi a favore dell’accessibilità di siti web, intranet, extranet e applicazioni. Lo scorso 3 maggio Consiglio, Commissione e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo informale per una nuova direttiva che vincolerà gli Stati membri a rendere accessibili i contenuti di tutti i siti e le app degli enti pubblici, vale a dire di autorità statali, regionali e locali, nonché enti e associazioni di diritto pubblico al servizio dell’interesse generale. Le immagini, per esempio, dovranno sempre essere corredate di testo per gli utenti con disabilità visiva, mentre i siti potranno essere consultati anche senza mouse, il cui uso può risultare difficoltoso alle persone con disabilità motoria.

Le indicazioni sono da applicare sia a siti e app che saranno realizzati dopo l’entrata in vigore della direttiva che a quelli già esistenti, che dovranno essere aggiornati “in modo sostanziale”, per consentire di accedere a “informazioni essenziali per la vita quotidiana”.

Un sistema di feedback dovrà, inoltre, consentire a qualsiasi utente di segnalare con facilità eventuali difficoltà di navigazione. Al fine di trovare un equilibrio tra accessibilità e un onere eccessivo per gli enti pubblici, la direttiva esclude alcuni tipi di contenuti, tra cui quelli di terzi (ad esempio generati in un canale Twitter) e collezioni del patrimonio storico-culturale di biblioteche e musei. Sono esclusi anche i media audiovisivi in diretta, che devono però essere resi accessibili se mantenuti online dopo la messa in onda.

Entrata in vigore: a seguito dell’accordo raggiunto nel cosiddetto “trilogo” tra negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, il testo dovrà ora essere formalmente approvato dal Parlamento e dal Consiglio europeo. Sarà successivamente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ed entrerà ufficialmente in vigore. Gli Stati membri avranno 21 mesi per recepirlo nella legislazione nazionale. Un anno dopo dovranno iniziare ad applicare le nuove regole ai siti pubblicati dopo la “data di recepimento”. Per i siti web più vecchi il termine è di due anni, per le applicazioni mobili 33 mesi dopo la data di recepimento.

Nelle intenzioni delle istituzioni europee, la direttiva stimolerà il mercato comunitario dei prodotti e servizi connessi all'accessibilità. In tal modo saranno ridotti i costi per lo sviluppo di tali prodotti e la loro commercializzazione nei paesi Ue. Oltre che gli utenti finali, ne trarrà vantaggio un’ampia gamma di operatori economici, come i creatori di siti web e applicazioni, i produttori di strumenti software e gli operatori che forniscono servizi di formazione. Fra i fornitori di accessibilità del web rientrano piccole e medie imprese, che contribuiscono in modo essenziale alla crescita e alla competitività.

Con la comparsa sul mercato di nuovi strumenti di accessibilità automatizzati e innovativi, aumentare l’accessibilità diverrà così più facile, frequente e meno costoso. Si tratta di un aspetto particolarmente importante per il settore pubblico, affinché possa fornire i propri servizi online a tutti i cittadini. Prodotti e servizi digitali accessibili consentiranno a tutti, anche alle persone con disabilità o limitazioni legate all’età, di partecipare più agevolmente alla società. Digitale e non solo.

Fonte: Cerpa

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