A Cantù in provincia di Como simulata l’evacuazione di una struttura che ospita giovani adulti con autismo. Un’esercitazione dedicata alla gestione delle emergenze in presenza di persone con disabilità si è svolta nel pomeriggio dello scorso 4 marzo a Cantù nell’ambito del progetto SiComo – Soccorso Inclusivo Como, sviluppato dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Como per approfondire le modalità di intervento del soccorso tecnico urgente in scenari incidentali con il coinvolgimento di persone con fragilità fisiche, psicologiche o sensoriali.
L’attività si è svolta a Cascina Cristina, struttura che ospita giovani adulti con autismo. Lo scenario simulato ha previsto l’evacuazione della struttura a seguito di una presunta inagibilità dell’edificio, con il trasferimento degli occupanti e la successiva accoglienza temporanea in strutture campali riscaldate predisposte per l’occasione dalla Protezione civile.
L’esercitazione ha coinvolto, oltre al Comando provinciale dei vigili del fuoco di Como, anche i distaccamenti di Cantù, Appiano Gentile, Canzo e Lomazzo. Presenti inoltre AREU 118, Croce Rossa, Polizia locale di Cantù e Protezione civile.
L’iniziativa rientra nel percorso di rafforzamento delle procedure di intervento in contesti caratterizzati dalla presenza di persone fragili, con l’obiettivo di verificare il coordinamento tra i diversi enti e testare la gestione operativa di scenari complessi.
Durante la simulazione è stato inoltre attivato il Centro Operativo Comunale (COC), con lo scopo di testare il piano comunale di protezione civile e la relativa colonna mobile, verificando le modalità di coordinamento tra amministrazione, volontariato e strutture operative.
L’attività si inserisce nel quadro delle indicazioni nazionali che invitano gli enti locali a integrare stabilmente nei piani di protezione civile la gestione delle situazioni di fragilità e disabilità, anche alla luce del percorso avviato con la Carta di Solfagnano e delle indicazioni operative emanate dal DPC nel marzo 2025.
Al termine dell’esercitazione, dalle ore 16,00 il Salone dei Convegni ha ospitato il momento di restituzione e confronto tra istituzioni, operatori e associazioni del territorio. L’incontro ha rappresentato un’occasione per analizzare l’attività svolta e approfondire le modalità di intervento in contesti caratterizzati dalla presenza di persone con disabilità.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato il ruolo della pianificazione nelle emergenze che coinvolgono persone con fragilità.
Il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Como Antonio Pugliano ha spiegato il senso dell’attività svolta nell’ambito del progetto di soccorso inclusivo.
«Oggi abbiamo fatto un’esercitazione nell’ambito del sistema generale di protezione civile. Abbiamo avuto l’occasione di testare un piano, è stato sperimentato il meccanismo di attivazione e di gestione dell’emergenza e abbiamo messo in piedi il sistema di risposta. Il contesto di questa esercitazione è particolare perché abbiamo evacuato una struttura con persone con disabilità, in questo caso persone autistiche, e quindi con una difficoltà nell’interazione».
Il comandante ha ricordato anche il lavoro svolto sul piano della comunicazione con persone con autismo: «Abbiamo usato la Comunicazione Aumentativa Alternativa, per trasferire informazioni attraverso immagini comprensibili per le persone con autismo. Abbiamo realizzato un manuale con due diversi alfabeti, manuale e operativo, che permettono di interagire con persone con esigenze specifiche nel momento dell’emergenza. Riuscire a comunicare in poco tempo, con il massimo di efficienza possibile, con una persona fragile può significare salvarle la vita».
Durante il confronto è intervenuta anche Elena Scola, Direttrice Stabilimento Ospedaliero Cantù-Mariano Comense-Menaggio.
«Per me è importante conoscere il sistema nelle massime emergenze e farci conoscere per quello che sono le possibilità che l’Associazione sanitaria territoriale ha e quindi il potenziale che può portare come contributo durante queste esercitazioni, ma soprattutto anche in previsione di quelle che possono diventare reali. Il conoscere, il riconoscersi e sapere esattamente come funziona la catena dell’emergenza e come gli attori possono entrare in relazione tra loro penso sia stato uno degli elementi vincenti di questa esercitazione».
Il debriefing conclusivo ha ribadito come la sinergia tra operatori specializzati nell’assistenza alle persone fragili e soccorritori debba necessariamente passare attraverso momenti di esercitazione e confronto. Un percorso ritenuto fondamentale per migliorare la capacità di risposta del sistema di protezione civile e garantire interventi sempre più efficaci e inclusivi.
Fonte: CiaoComo
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