Mille giovani a scuola di protezione civile

In tutta Italia i campi scuola di Protezione Civile contribuiscono alla gestione del territorio ed all'accrescimento della cultura personale

 

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Due inconfutabili dati di fatto. Primo: l’Italia è un paese a rischio. Dobbiamo quindi imparare a fare i conti con le emergenze. Secondo: fortunatamente abbiamo un sistema efficiente di protezione civile. Ma le risorse non sono infinite. E di fronte alle difficoltà non basta invocare l’intervento dei volontari perché a ogni problema corrisponda una soluzione. È quindi fondamentale conoscere il territorio e investire su formazione, prevenzione, comunicazione del rischio. Lo sanno bene quei mille giovani che, abbandonati i libri di matematica e letteratura, hanno scelto (responsabilmente) di proseguire la scuola anche in estate. Sì, andranno a lezione di protezione civile.

I cittadini responsabili sono proprio loro: i giovani. I primi a farsi portavoce di una cultura diffusa di protezione civile. Da giugno a settembre, nei trentotto campi scuola organizzati in tutta Italia, da nord a sud si parlerà di prevenzione, comunicazione del rischio, antincendio boschivo.

Laddove non arriva la scuola, ci pensano il Dipartimento di protezione civile e le associazioni di volontariato, che insieme lavorano da tempo sulla campagna di comunicazione “Io non rischio”. A partire dalla rete delle pubbliche assistenze. Una formazione estiva iniziata nel 2007 con i campi scuola “Anch'io sono la Protezione Civile” e che prosegue tutt’oggi.

 «Aiutare le persone è un buon metodo per investire il tempo» racconta Lucia. Lei, come Riccardo, ha partecipato a uno di questi campi. E ora sono entrambi volontari. «I campi scuola? Sono come una seconda casa».

All’inizio i ragazzi erano appena 145. Ora sono più di mille. E dalle cinque regioni inizialmente coinvolte si è passati a una copertura quasi totale del territorio. Quest’anno i campi si terranno ovunque: dalle cime di Verres, in Valle d’Aosta, fino alle isole di Stromboli e Lipari.

Volontaria con ragazzo

«Stiamo coltivando i volontari della protezione civile di domani, ma soprattutto i cittadini che si prenderanno cura delle nostre comunità, dei nostri territori e dei beni comuni del futuro» commenta con orgoglio Carmine Lizza, geologo e responsabile nazionale Anpas di protezione civile.

I campi, rivolti a ragazzi e ragazze di età compresa tra 6 e 17 anni, sono anche uno strumento d’incontro e inclusione, giovani disabili compresi. A tal proposito ricordiamo il campo scuola organizzato dall'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo – Delegazione Divino Amore, che da qualche anno coinvolge nei campi "Anch'io sono la protezione civile" ragazzi con sindrome di Down e autistici.  

Una settimana che per molti equivale a una vacanza (gratuita, tra l’altro). Qua i giovani si conoscono, diventano amici, sviluppano relazioni e accrescono la loro formazione. Si preparano ad assumere quel ruolo di responsabilità che spetterebbe a ciascuno di noi.

Fonte: Corriere della Sera

Link utili: Dipartimento di protezione civile“Io non rischio”AnpasAnch'io sono la protezione civile" ragazzi con sindrome di Down e autistici