Pubblicazione dell'Associazione di San Marino Attiva-Mente a proposito della crisi climatica e dell'impatto sulle persone con disabilità
Le persone con disabilità, le persone anziane, chi vive con patologie croniche e chi può avere bisogno di supporti specifici rischiano di rimanere senza una protezione adeguata quando le misure di prevenzione e gestione delle emergenze non tengono concretamente conto dei bisogni di tutte e tutti, osserva l’Associazione Attiva-Mente di San Marino, che si batte affinché l’inclusione delle persone con disabilità diventi criterio stabile nelle prassi e nelle politiche di emergenza, soccorso, adattamento climatico, salute pubblica e protezione civile.
Le punte di caldo anomalo e torrido che stanno interessando il nostro territorio e l’Europa non possono essere considerate soltanto un disagio stagionale. Sono un segnale sempre più evidente di una crisi climatica che incide sulla salute, sulla sicurezza, sull’autonomia e sulla vita quotidiana delle persone. E, come accade spesso nelle emergenze, non colpisce tutti allo stesso modo.
Di fronte a fenomeni come questi, occorre attenzionare l'ampia la platea di coloro che rischiano maggiori conseguenze in assenza di misure adeguate di prevenzione, preparazione e resilienza alle emergenze.
La pubblicazione pone l'accento sull'intensificazione dei fenomeni che richiedono interventi di prevenzione e di risposta alle emergenze e che chiamano in causa il rispetto e l'esigibilità dei diritti umani, della salute pubblica, della protezione civile e delle pari opportunità.
Pur essendo tra le persone più esposte agli effetti delle emergenze climatiche e avendo un rischio da due a quattro volte maggiore di morire o rimanere ferite in emergenze legate al clima, circa 1,3 miliardi di persone con disabilità nel mondo non dispongono ancora di una rappresentanza pienamente strutturata nelle Conferenze sul clima delle Nazioni Unite. Tuttavia, un passo importante è stato compiuto con il riconoscimento del Disability Caucus, che riunisce più di 120 organizzazioni globali in una piattaforma coordinata per rafforzare la partecipazione delle persone con disabilità nei negoziati climatici, nell’accesso ai finanziamenti e nelle discussioni su perdite e danni. Tra queste organizzazioni Attiva-Mente, che porta in questo percorso internazionale anche la voce sammarinese.
A livello internazionale, il tema è ormai ben documentato. In questa direzione si colloca anche il recente rapporto promosso dal Forum Europeo sulla Disabilità, che chiede di integrare le persone con disabilità nelle politiche, nelle prassi e nell’attuazione delle azioni climatiche globali. Il rapporto sottolinea che l’azione climatica diventa più efficace, equa e sostenibile quando le persone con disabilità sono coinvolte nei processi decisionali, non come destinatarie passive di misure pensate da altri.
San Marino ospita in questi giorni un confronto internazionale di grande rilievo sulla medicina dei disastri e sulla preparazione alle emergenze: un’occasione preziosa per ricordare che nessun piano di emergenza può dirsi davvero completo se non include, fin dalla progettazione, le persone con disabilità e tutti coloro che abbiano specifiche esigenze di supporto.
In particolare, la necessità prioritaria riguarda l'obiettivo di azzerare le barriere che possono frapporsi alla protezione attiva di tutte le persone, specie quelle che vivono condizioni di maggiore esposizione al rischio.
Un’allerta in un formato non comprensibile e fruibile, l'impossibilità di raggiungere un luogo sicuro, la presenza di barriere nelle strutture di accoglienza, l'assenza di idonei mezzi di evacuazione, l'interruzione elettrica che mette a rischio l'utilizzo di dispositivi salvavita o ausili tecnologici, l'impiego di operatori del soccorso non adeguatamente formati all'assistenza di persone con disabilità cognitive, intellettive, relazionali o sensoriali, impediscono la realizzazione di un piano di protezione adeguato.
Un ulteriore tema affrontato nella pubblicazione, riguarda la possibilità di conoscere, prima che l’emergenza si verifichi, quali persone possano avere bisogno di supporti specifici in caso di rischio climatico, sanitario o ambientale. Questo può avvenire attraverso strumenti di auto segnalazione, su base volontaria, aggiornabili e costruiti con il consenso diretto degli interessati, affinché chi desidera essere individuato, contattato, assistito o evacuato in modo adeguato possa autorizzare l’utilizzo delle informazioni necessarie alla propria protezione.
In particolare, si sottolinea come la tutela dei dati personali sia un principio fondamentale che non dovrebbe impedire la prevenzione e la sicurezza. Chi chiede di essere tutelato, protetto e soccorso in caso di emergenza deve poter mettere a disposizione le informazioni utili alla propria incolumità, senza che la privacy diventi, anche involontariamente, un motivo per rinviare o bloccare soluzioni necessarie.
Fonte: Associazione Attiva-Mente
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