Intervista a Luca Rotondi, presidente di Emergenza Sordi

Abili a proteggere ha intervistato Luca Rotondi, presidente di Emergenza Sordi, sul tema dell'accessibilità delle informazioni in emergenza

Abili a proteggere ha intervistato il 22 febbraio Luca Rotondi, presidente di Emergenza Sordi APS, associazione che promuove la cultura del primo soccorso sia verso sordi che udenti. I temi principali dell'intervista sono la reperibilità, l'attendibilità e l'accessibilità delle informazioni in emergenza.
Di seguito l'intervista a Luca Rotondi del Vando, disponibile in formato integrale e sottotitolata sul nostro canale YouTube Abili a proteggere

Il tuo impegno nell'informazione alle persone sorde è molto intenso. Quali difficoltà hai superato per raggiungere i tuoi obiettivi?

Gli aspetti su cui abbiamo dovuto porre maggiormente attenzione sono la fonte e l'attendibilità delle informazioni. In questa emergenza le nostre fonti sono state principalmente i Ministeri e l'Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Bisogna tenere in considerazione che le persone sorde sono molto diverse tra loro: ci sono persone che hanno fatto una scelta di comunicazione segnante, altre che sono cresciute con il sistema oralista. Tenere conto dell'eterogeneità della comunità sorda significa garantire il diritto di tutti i sordi alla comunicazione e all'accessibilità delle informazioni.

Come Emergenza Sordi ci rifacciamo alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che sancisce un diritto di pari accessibilità di sordi e udenti. Purtroppo noi sordi non riceviamo le informazioni in tempo reale. Ecco perché è nata "Emergenza Sordi": è importante che le informazioni arrivino tempestivamente. Inoltre, abbiamo deciso di comunicare in una forma semplificata, non conoscendo il livello di istruzione delle persone sorde che ci seguono, in modo da poter arrivare a tutti indifferentemente.

Quando ti sei avvicinato al mondo della protezione civile era questo quello che volevi realizzare?

In realtà è stato molto casuale l'incontro con la protezione civile. Dopo la laurea in biologia, ho frequentato un master CBRN sulla sicurezza chimico-biologica-radiologica-nucleare e ho scoperto che ci sono diverse criticità, tra cui una mancanza di accessibilità di informazioni rispetto ai rischi. Dal 2013 fino ad oggi ho frequentato vari corsi di cui il CBRN Nato a Vyskov in Repubblica Ceca ed il corso di “Biocontenimento” dell'Aeronautica Militare sul trasporto isolato del paziente malato in un’ambiente chiuso. I corsi frequentati mi hanno dato spunti di riflessione e di conoscenza e mi hanno avvicinato al mondo della protezione civile. In particolare, in occasione del terremoto di Amatrice mi sono avvicinato alla protezione civile e ho visto direttamente tutte le difficoltà delle persone sorde in una situazione di emergenza. Non sapevano, non capivano, non potevano capire in che modo comportarsi: a quel punto abbiamo incominciato a raccogliere e divulgare le norme di comportamento. Eravamo un primo gruppo, che poi è diventato una vera e propria associazione a carattere sociale. L'associazione ha poi stipulato un protocollo d'intesa con il Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta, Gruppo Monza Brianza, e insieme abbiamo creato Emergenza Sordi, ove collaborano persone sorde, una squadra che lavora insieme con un'unica finalità di vedere un domani proprio all'interno della squadra della Protezione civile anche persone sorde che possono lavorare non solo per i sordi, ma con i sordi. 

Quali criticità hai riscontrato in questi mesi di pandemia per le persone sorde? 

Le difficoltà che abbiamo avuto sono state soprattutto in ambito lavorativo a causa dell'obbligo della mascherina con cui è diventato impossibile comunicare, perché noi sordi utilizziamo la comunicazione visiva. Sia gli oralisti che i segnanti si basano, infatti, molto sulla lettura labiale, per cui nel momento in cui ne è stata impedita la visibilità - per l’uso delle mascherine tradizionali che coprono le labbra - hanno avuto difficoltà. Per le persone udenti spesso siamo persone invisibili, perchè la sordità è una disabilità che non si vede, e quindi purtroppo l'unico momento in cui ci si accorge di questa disabilità è quando si affronta il problema della comunicazione.

mascherina trasparente

Per fortuna da poco alcune mascherine con la banda trasparente per la lettura labiale sono state validate dall'Istituto Superiore di Sanità, un'apertura verso un percorso che porti noi sordi ad avere meno difficoltà, almeno nella lettura labiale, durante la pandemia. Finalmente le mascherine validate ci danno l'opportunità di poter comunicare, anche all'interno degli ambiti sanitari con medici, operatori sanitari e infermieri.

In quale emergenza è stata più forte e significativa l'esperienza di Emergenza Sordi?

Quasi tutte le emergenze affrontate hanno lasciato un segno, perché sono molto diverse tra loro. Ogni emergenza ha arricchito la nostra esperienza e ci ha dato la possibilità di capire in che modo e in quali termini migliorare il nostro intervento, considerando non solo la lingua dei segni, ma anche la sottotitolazione, quindi prendendo in considerazione tutti i sordi. Durante l'emergenza Coronavirus, l'esigenza principale per i sordi è stata il reperimento e la validazione delle mascherine trasparenti. Abbiamo lavorato tantissimo, soprattutto in collaborazione con l'associazione "Ancora Casa": abbiamo realizzato opuscoli ad uso delle persone sorde o con difficoltà di comunicazione, persone straniere, anziani. Le schede possono essere stampate gratuitamente ed utilizzate in caso di difficoltà di comunicazione verbale soprattutto in ambito sanitario con medici, infermieri operatori sanitari. È possibile scaricare gli opuscoli dal sito Comunicacontutti.it:

Niente di Speciale è la sezione del sito dedicato alle interviste della redazione Abili a proteggere, perché non esistono bisogni speciali ma specifiche necessità.

Ringraziamo Luca Rotondi e l'interprete LIS Luciana Ledda per il tempo e la disponibilità.