30 ottobre 2019

Io non Rischio 2019: a Portoferraio informazioni sui rischi del territorio in Lis

Anche a Portoferraio, Isola d'Elba, si è svolta la campagna Io non rischio promossa dal Dipartimento della Protezione Civile. Il 13 ottobre tra i volontari della Croce Verde, una volontaria che comunica in Lis

Io non rischio Portoferraio. A Portoferraio, Isola dell'Elba, la prima edizione della campagna "Io non rischio" ha visto impegnati i volontari della Pubblica Assistenza Croce Verde nella divulgazione delle informazioni ai cittadini sui rischi e sui comportamenti da tenere in caso di alluvione.

Presenti al gazebo di Portoferraio il 13 ottobre Simonetta Ruggero, Responsabile del coordinamento giuridico operativo del Sistema di Protezione Civile della Regione Toscana, e Stefano Vallari, del Servizio Volontariato del Dipartimento di Protezione civile, che hanno assistito alle attività svolte dei volontari comunicatori impegnati ad offrire ai cittadini le informazioni sulle buone pratiche di protezione civile.

Immagine di Elisa nelle piazza Io non rischio PortoferraioIo non rischio Portoferraio in Lis. Grazie alla presenza e all'impegno di Elisa Caselli, volontaria della Pubblica Assistenza Croce Verde, le informazioni sui rischi alluvionali e sui comportamenti da adottare in caso di evento calamitoso sono state segnate nella lingua italiana dei segni, Lis

Abbiamo chiesto ad Elisa Caselli di raccontarci la sua esperienza.

C'è stata la presenza in piazza di cittadini con disabilità? In piazza hanno partecipato alcuni amici sordi, cui ho spiegato gli obiettivi della campagna Io non rischio, logicamente parlando con la LIS.

Quale argomento presentato ha suscitato maggiore interesse? Non tutti erano a conoscenza del fatto che all'Elba c’erano stati così tanti eventi alluvionali e quindi questo aspetto ha suscitato molto interesse.

Ci racconti la tua esperienza nel mondo del volontariato di protezione civile? Di quali attività ti occupi in particolare? All'interno della Croce Verde operavano delle care amiche che mi hanno sempre parlato con entusiasmo del volontariato, quindi appena ho avuto l’occasione mi sono messa in gioco. In associazione mi occupo dei turni sulle ambulanze ed eventi sportivi. Svolgo, inoltre, attività di comunicazione nella lingua dei segni alle persone che hanno difficoltà a capire e comunicare, essendo io sono sorda e cresciuta in una famiglia sorda.

L'impegno di Elisa, volontaria sorda, rappresenta un autentico valore aggiunto alle attività svolte dall'organizzazione di volontariato e esempio concreto di come si possa essere operatori di protezione civile e contribuire a diffondere, includendo tutti, le buone pratiche di protezione civile, come sottolinea alla redazione di Abili a proteggere Antonio Cartoni, referente per la campagna Io non rischio di Anpas Toscana."Elisa è un esempio per tutti noi che spesso ci fermiamo di fronte ad una difficoltà che vediamo insormontabile. L’interazione e la sua totale integrazione nell'Associazione sono e devono essere d’esempio per tutti." 

Quale l'impegno di Anpas Toscana sulla vulnerabilità? Anpas Toscana promuove, come del resto tutto il movimento Nazionale delle Pubbliche Assistenze, un volontariato inclusivo. In ambito di Protezione Civile abbiamo un percorso formativo che seleziona i volontari e allo stesso tempo li indirizza, dopo una formazione di base uguale per tutti, verso corsi specifici, in cui vengono valorizzate le persone in base alle proprie competenze o attitudini. Grazie a questo percorso, in Toscana, sono stati formati circa 60 operatori di categorie fragili. Sono volontari che si mettono a disposizione nella fase di emergenza per dare un sostegno particolare, fisico e non solo, a chi durante un’emergenza è più vulnerabile: anziani, bambini, persone con difficoltà linguistiche, persone con disabilità. E per ribadire quanto già detto dal Responsabile Nazionale di Protezione Civile Anpas, Carmine Lizza in un'intervista di Abili a proteggere, “per noi le persone fragili devono stare all'interno del campo e non essere allontanate in strutture protette, perchè devono cercare di fare una vita normale. Il campo è sì il punto del soccorso iniziale, ma è anche il punto fondamentale dove far ripartire la resilienza". 

Iniziative future? Anpas Toscana quest’anno ha presentato al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile un progetto, che vedrà realizzati nel 2020 moduli bagni e docce per persone con disabilità e fasciatoi per bambini. Verrà inoltre realizzato un modulo per attività ludico ricreative, dove il bambino, l’anziano o la persona con disabilità, grazie anche all'ausilio degli operatori di categorie fragili e alla comunità del campo, potrà fruire di un ambiente più adeguato alle loro esigenze."

Ringraziamo Elisa Caselli ed Antonio Cartoni per la condivisione della preziosa buona pratica e per il loro contributo. Grazie ad Anpas nazionale ed Anpas Toscana per la collaborazione. 

Fonte: Anpas Toscana, Abili a proteggere

Foto: PA Croce Verde Portoferraio

Link utili: Regione Toscana, Comune di Portoferraio, Anpas Toscana, Croce Verde, Dipartimento Protezione Civile, Io non rischio

Articoli correlati:

 Io non rischio 2019: a Motta San Giovanni si promuove la piena inclusione

immagine campagna io non rischio 2019 Io non rischio 2019 a Pescara: buone pratiche in Lis

 Formazione ai formatori Io non rischio 2019: comunicazione e disabilità

Intervista ad Anpas Intervista a Carmine Lizza: responsabile nazionale ANPAS Protezione Civile