31 dicembre 2018

“Anch’io sono la protezione civile” campi scuola tra inclusione e disabilità

Anch’io sono la Protezione Civile è un progetto del Dipartimento della Protezione Civile che si realizza ogni anno nel periodo tra giugno e settembre in molte città d’Italia

Campo scuola protezione civile a Mesoraca

L’essenza dello spirito dei campi scuola è quello di stimolare la crescita dell’intero sistema locale di protezione civile partendo dai giovani che saranno la linfa vitale dei prossimi anni. Questo progetto, rivolto a ragazze e ragazzi tra i 10 e i 16 anni, ha come principale obiettivo quello di  far conoscere il funzionamento del Sistema nazionale di protezione civile e di rendere i ragazzi consapevoli del ruolo attivo che ognuno di loro può svolgere nella tutela dell’ambiente, del territorio, e della collettività.

Partendo proprio dalla definizione di collettività intesa come Pluralità di persone considerate nel loro insieme, non si poteva lasciare fuori dall’esperienza dei campi scuola il tema della disabilità. Negli ultimi anni il dibattito attorno alle tematiche dell’inclusione e delle problematiche che coinvolgono le persone interessate, direttamente o indirettamente, alle disabilità, è riuscito a raggiungere fasce sempre più ampie di popolazione contribuendo senza dubbio ad incrementare quella sensibilità e quella disponibilità che sono necessarie per un presente ed un futuro di qualità per tutti. Sappiamo bene che più se ne parla e meglio è, purché questo non alimenti il diffondersi di luoghi comuni, di pregiudizi e stereotipi.

In quest’ottica, per la prima volta quest’anno, il gruppo di lavoro Abili a proteggere è stato coinvolto in maniera strutturata nella parte di formazione specifica sul tema della disabilità e comunicazione. Tre operatori del gruppo di lavoro si sono alternati coprendo, dal nord al sud dell’Italia, tutte le aree previste dalla formazione. Scopo principale del nostro intervento “Campi scuola e disabilità” è stato quello di far leva su un messaggio culturale di integrazione e inclusione, insistendo con forza sul concetto di disabilità intesa come risorsa. Gli interventi hanno suscitato un vivo interesse da parte dei volontari che hanno puntualmente manifestato coinvolgimento e curiosità per il tema affrontato, ponendo molte domande sull’approccio comunicativo, sull’organizzazione strutturale e sulla gestione dei campi per le persone con disabilità.

Sui 263 campi organizzati, due hanno visto una numerosa partecipazione di ragazzi con disabilità. Questi due campi, uno a Bellaria Igea Marina e uno a Roma, sono stati realizzati come edizione speciale. Stando ad un’analisi dei dati, possiamo affermare che l’interesse per le tematiche legate alla disabilità è sempre più vivo, infatti, i capi campo hanno affermato di aver affrontato nel 66% dei casi il tema della disabilità che, a sua volta, ha suscitato molto interesse da parte dei ragazzi partecipanti ai campi. Dalle schede compilate dai funzionari del Dipartimento che hanno visitato i campi (30% della totalità) è emerso che nel 23% dei campi c’è stata la presenza di ragazzi con disabilità, 94% con disabilità cognitiva e 12% con disabilità motoria. I ragazzi con disabilità che hanno partecipato al campo hanno avuto massima assistenza da parte dei volontari e/o assistenti e tutti si sono totalmente integrati nei gruppi e hanno preso parte in prima persona alle attività del campo. Inoltre l’84% dei campi visitati ha soddisfatto i criteri di accessibilità, rendendo il campo stesso più confortevole per tutti.

Fonte: Abili a proteggere

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