Pianificazione di emergenza

Cartina per organizzazione e pianificazionePer promuovere procedure per il soccorso e l’assistenza alle persone con disabilità, il Dipartimento dal 2012 è al lavoro per la rilevazione dei bisogni delle persone con disabilità in caso di maxi-emergenza.

Per la rilevazione delle esigenze nelle aree di accoglienza, è stata elaborata in un primo momento una scheda di Classificazione della Funzionalità, della Disabilità e della Salute della persona per l’allocazione abitativa transitoria in emergenza (CFDS), che prevedeva la somministrazione da parte di personale specializzato (personale medico). La scheda risultava utile per migliorare l’organizzazione dell’assistenza alle persone con disabilità accolte all’interno delle aree di emergenza allestite in occasione di calamità. A seguito della definizione della CFDS, si è riscontrata la necessità di una scheda più immediata che potesse essere somministrata nelle aree di accoglienza. A tal fine è stata elaborata una Scheda Speditiva per la Valutazione delle Esigenze Immediate delle persone con disabilità, SVEI. Questa scheda è stata testata dal Dipartimento in occasione di alcune attività esercitative, tra cui Basilicata 2012, Twist 2013, Piemonte 2016.

Monitoraggio esigenze. Per la pianificazione in emergenza, con particolare riguardo ai temi della disabilità, è stata scelta la strada della condivisione con i soggetti interessati: uffici di protezione civile provinciali che, in base all’indagine del 2011 “Monitoraggio dei sistemi di allertamento e soccorso in emergenza alle persone con disabilità”, sono risultate più attive e propositive in materia, le Associazioni di Volontariato Nazionali, le Associazioni di Categoria, i Vigili del Fuoco ed i Comuni, grazie all’indagine del 2013 “Piani di emergenza e disabilità”.
La condivisione di esperienze sull’inserimento del tema della disabilità nei piani di emergenza è sicuramente uno spunto importante per enti e associazioni. Dal confronto è possibile raccogliere diverse esigenze, in base alle disabilità, che possano dare avvio a future indicazioni.
A questo scopo sono stati aperti tre tavoli di confronto e discussione con il CNVVF (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco), con le Associazioni di Categoria e con le Associazioni di Volontariato che partecipano alla Consulta Nazionale del Volontariato.