30 novembre 2018

Strategie inclusive per la riduzione del rischio al EFDRR

Lo sviluppo di strategie nazionali e locali di riduzione del rischio da disastri è la priorità più importante da intraprendere e fornire entro il 2020. Per affrontare questo obiettivo, è fondamentale tenere presente che la vulnerabilità e l'ambiente possono aumentare l'esposizione al rischio

La vulnerabilità e le strategie inclusive sono state al centro della sessione Every Life counts: inclusive and equality based DRR strategies del Forum Europeo per la riduzione dei rischi svolto a Roma dal 21 al 23 novembre, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi (UNISDR). Partendo dal presupposto che ogni vita è importante risulta fondamentale adottare delle strategie inclusive e basate sul principio di uguaglianza, come da indicazioni del Framework di Sendai.

Tra i relatori della sessione di apertura dell'ultimo giorno del forum Rustam Nazarzoda, che ha illustrato come la Repubblica del Tajikistan sta avviando attività per l'inclusione delle persone con disabilità, tra cui l'informazione, l'allertamento, l'adozione di strumenti di comunicazione alla popolazione accessibili, la formazione.  

Conclude la sessione Mehmet Güllüoğlu, dalla Turchia, che porta il suo punto di vista su necessità e prospettive di cambiamento per la protezione civile. Quando si parla di sicurezza, in particolare nel settore sanitario, spesso si parla di pazienti, ma si dimentica di lavorare con singole persone: ognuna con la propria storia e il proprio vissuto. Questo approccio riguarda anche la protezione civile. Iniziare a guardare alle persone, a partire dalle categorie più vulnerabili, è fondamentale per la riduzione del rischio da disastri. Güllüoğlu parla infine della gestione delle emozioni: come dobbiamo approcciarci a ciò che sentono le persone? Come teniamo conto delle loro paure? Cosa facciamo per informarle? 

La sessione di lavoro porta una visione condivisa: una comunità resiliente è possibile solo se attenta alle differenze, inclusiva, aperta al contributo di tutti, nessuno escluso.

Il Forum europeo si è concluso con gli interventi di Mami Mizutori, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio da Disastri, e del Vice Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Emanuela Claudia Del Re, e con l'adozione della dichiarazione finale. 

La dichiarazione finale del Forum - approvata dai capi delle delegazioni nazionali e dai professionisti impegnati nella riduzione del rischio in Europa - "sottolinea che i disastri colpiscono in modo sproporzionato gruppi specifici di persone, tra cui donne, bambini e giovani, persone con disabilità, nonché migranti e sfollati". Invita, inoltre, tutti i governi e stakeholders a garantire un approccio inclusivo alla riduzione del rischio di catastrofi richiamando l'attenzione su politiche e pratiche neutrali dal punto di vista del genere, compresa l'integrazione di gruppi vulnerabili quali, tra l'altro, persone con disabilità, persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, migranti, bambini, giovani, persone anziane o escluse dalle politiche, strategie e pratiche di riduzione del rischio di catastrofi. 

Il documento, infine, sottolinea la necessità fondamentale di coinvolgere tutta la società civile nell'implementazione del Programma Quadro di Sendai, previsto dall'accordo adottato dalle Nazioni Unite nel 2015 per ridurre i danni causati da eventi calamitosi.

Fonte: Redazione Abili a proteggere, Dipartimento della Protezione CivileRome Declaration of Stakeholders Securing Europe’s posperity -  Reducing risk of disaster

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Link e materiali utili: UNISDR, EFDRRSendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030