Terremoto Nepal: principali vittime le persone con disabilità

Durante le catastrofi naturali il tasso di mortalità delle persone con disabilità è il doppio rispetto a quello del resto della popolazione e i disabili rischiano di essere esclusi dalla catena degli aiuti umanitari
scossa terremoto

 

È il dato allarmante fornito oggi da Cbm Italia, una Ong che opera nel campo della cecità e disabilità fisica e mentale nei Paesi in via di sviluppo. “Essere disabile in un Paese in via di sviluppo significa non avere un futuro. Le emergenze poi portano con sé un ulteriore e tremendo effetto: cresce il numero delle persone con disabilità. Al tempo stesso c’è la loro difficoltà e spesso impossibilità ad accedere alla catena degli aiuti umanitari - ha detto Massimo Maggio, direttore di Cbm Italia -. Provate a pensare quanto può essere devastante l’effetto di un terremoto nella vita di un bambino cieco o con disabilità. Il caos e il terrore provocato da un’emergenza naturale rende ancora più drammatiche le condizioni di vita di una persona con disabilità”.

"Una persona in carrozzina, ad esempio, non sempre riesce ad arrivare al campo in cui si distribuiscono i kit alimentari e i beni di prima necessità. Spesso, poi, le persone con disabilità non sono nemmeno formate sulle misure da seguire per mettersi al riparo durante un terremoto o un’alluvione», afferma Maggio. Questo significa che i sopravvissuti e le persone con disabilità rischiano di essere esclusi dalla catena degli aiuti umanitari e dalle tradizionali risposte di emergenza: cibo, acqua potabile e servizi sanitari. 

United Nations Enable fornisce informazioni e aggiornamenti sul terremoto in Nepal e sulla situazione delle persone con disabilità

Fonte: SIR, Superando , Redazione

Link utili: Cbm Italia