14 febbraio 2020

A Pescara “Autoprotezione e consapevolezza: piccoli passi di prevenzione”

Rendere protagoniste le persone con disabilità sui temi di protezione civile: questo l'obiettivo del progetto"Autoprotezione e consapevolezza: piccoli passi di prevenzione" grazie a ValPescara e Anffas Pescara in collaborazione con Psicologi per i popoli Abruzzo

L'associazione di volontariato di protezione civile Val Pescara promuove da anni convegni sul tema protezione civile e disabilità e progetti formativi dedicati a ragazzi disabili e partecipa, inoltre, alle campagne del Dipartimento della protezione civile "Anch'io sono la protezione civile", organizzando campi scuola inclusivi, e "Io non rischio", con particolare attenzione alla comunicazione accessibile a tutti. Le persone con disabilità di ANffAS onlus Pescara da tempo sono impegnate in percorsi di cittadinanza attiva, autoderminazione ed autorappresentanza attraverso specifiche progettualità. Con il progetto "Autoprotezione e consapevolezza: piccoli passi di prevenzione" sviluppato insieme a Val Pescara, diventano protagoniste anche in tema di protezione civile.

volontari e operatori del progetto Autoprotezione e consapevolezza: piccoli passi di prevenzione"

Abbiamo intervistato Laura Tranquilli, volontaria di Valpescara referente del progetto "Autoprotezione e consapevolezza: piccoli passi di prevenzione". 

Come nasce il progetto e da quanto tempo è attivo?

Il progetto nasce come una naturale prosecuzione del rapporto che da anni intercorre con l’associazione ANffAS Onlus Pescara e la sua Presidente Maria Pia Di Sabatino, da sempre accogliente con la sua struttura, sensibile alle tematiche della protezione civile ed aperta alle attività in rete con altre associazioni. Sia per il 2019 che per il 2020 lo scambio tra gli operatori e volontari ANffAS Pescara e i referenti e volontari europei di VAL PESCARA – Protezione Civile ha avuto come obiettivo rendere protagoniste le persone con disabilità sui temi della protezione civile con un continuo scambio di competenze e un arricchimento nelle relazioni. In particolare, il progetto fa parte del più grande progetto di SVE strategico e di volontariato europeo dal nome “Un terremoto di solidarietà”. In concomitanza con l’arrivo di volontari europei, ragazzi dai 18 ai 30 ai quali la Comunità europea dà la possibilità di fare un'esperienza di volontariato internazionale, si avvia questo progetto nel gennaio del 2019 per informare loro e le persone con disabilità del centro diurno di ANffAS sulle tematiche della Protezione civile, dei rischi del territorio e dell’autoprotezione.

Quale è il ruolo e il coinvolgimento delle altre associazioni partner all'interno del progetto?

Con VAL PESCARA – Protezione Civile, nell'ambito di questi due semestri che hanno visto impegnati i nostri volontari europei, ha lavorato l’associazione Psicologi per i popoli – Abruzzo, di concerto con la Presidente Maria Chiorazzo e la tutor Paola Fanelli, entrambe psicologhe, presso il centro diurno. Preziosa la loro collaborazione soprattutto per ciò che concerne il lato “emotivo” nell'affrontare temi delicati e potenzialmente di forte impatto quali quelli dei rischi del territorio, vissuti troppo spesso come pericoli che ci relegano in balia della Natura e dei suoi eventi “catastrofici”. Grazie all'associazione “Psicologi per i popoli – Abruzzo” e in particolare alla tutor, da gennaio a maggio 2019 le persone con disabilità di ANffAS Pescara hanno portato a termine anche un progetto di Photovoice presentato nell’ambito del Convegno organizzato a maggio 2019 dal titolo “Scatta l’emergenza”.

Quali sono gli obiettivi del progetto?​

Da sempre VAL PESCARA – Protezione Civile crede nella forza della prevenzione e lavorare in tempo è il miglior investimento per formare cittadini pronti ad una efficace risposta in emergenza. Per poter garantire un intervento efficace in caso di emergenza, fondamentale è la reciproca collaborazione tra soccorso e soccorritore, soprattutto in situazioni che coinvolgono persone con disabilità. Gli obiettivi sono molteplici: dapprima c’è quello di rendere consapevoli i destinatari del progetto di quelli che sono i rischi connaturati al territorio in cui viviamo. Naturale conseguenza l'elaborazione delle risposte e dei comportamenti da adottare in caso di emergenza derivante dai rischi sismico, idrogeologico e incendi. Propedeutica è la conoscenza dell’intero sistema di Protezione civile, mondo al quale le persone che frequentano il centro diurno non sono neofiti, avendo già avuto degli incontri nel passato con la nostra associazione. Obiettivo finale è poi la realizzazione di un piccolo vademecum con le buone pratiche di protezione civile redatto a quattro mani con le persone con disabilità in linguaggio “easy to read”, sui cui sono state formate da ANffAS nazionale. L'opuscolo vuole mettere a disposizione e rendere fruibili gli argomenti trattati e le conoscenze acquisite a tutte le persone che traggono giovamento da una scrittura facile da leggere e da comprendere.

Come illustrate il sistema di protezione civile agli ospiti del centro Anffas? 

lavoro di gruppo per il progetto Autoprotezione e consapevolezza: piccoli passi di prevenzione"

Per rendere gli incontri piacevoli e partecipati, le lezioni sono improntate all'interazione e al gioco. Per esempio, per parlare della safety bag, abbiamo portato in struttura un esempio pratico, con all'interno tutto l’occorrente di base, sottolineando la necessità di specifiche modifiche per le diverse disabilità (ad es. kit riparazione per le ruote della sedia a rotelle, medicinali specifici, ecc..). Poi abbiamo richiesto alle persone con disabilità di selezionare gli oggetti necessari per preparare una borsa ex novo, sottoponendo anche molti oggetti inutili e/o inadatti da scartare. Infine, per consolidare la memoria ed allenare la manualità, tutti gli oggetti correttamente appartenenti alla safety bag sono stati nascosti in uno scatolone con un foro per il braccio: a turno ognuno ha dovuto riconoscere gli oggetti.

Abbiamo quindi individuato di volta in volta la metodologia più efficace rispetto ai vari argomenti trattati: partendo dai materiali istituzionali abbiamo ricercato modalità di comunicazione adatte alle persone del centro. Per parlare, ad esempio, del SNPC non ci siamo avvalsi della classica metafora dell’Orchestra proposta dal Dipartimento, ma di un puzzle per esprimere al meglio la collaborazione, l’incastro e la coordinazione. Nel puzzle ogni pezzo è diverso ma necessario e, perché l’immagine finale sia ben realizzata, deve trovare l’incastro con gli altri e la giusta collocazione in un sistema più grande. Su ogni tassello abbiamo scritto le componenti e le strutture operative del Sistema e poi le persone con disabilità hanno composto materialmente il puzzle finale, eliminando anche i tasselli in eccesso, recanti informazioni superflue o scorrette. Con questa semplice formula abbiamo conciliato l’aspetto dell’allenamento delle abilità manuali con la scrematura delle informazioni in eccesso o non pertinenti che attiene più alla sfera cognitiva. La modalità del puzzle è stata poi riproposta per altri argomenti trattati e di volta in volta rimodulata.

Abbiamo poi riadattato ai partecipanti alcuni giochi proposti dal Dipartimento per i campi scuola. Abbiamo, inoltre, scoperto vincente per l’attività di ripasso il gioco Memory, reinventando di volta in volta le carte a seconda delle tematiche trattate.

Le persone con disabilità che partecipano al progetto si sentono pienamente coinvolte? 

Grande l'entusiasmo e l'interesse dimostrato dai partecipanti al progetto "Autoprotezione e consapevolezza: piccoli passi di prevenzione". "Si è parlato di cose interessanti", racconta Andrea e conferma Vincenzo, "cose utili e che possiamo insegnare agli altri", continua Cristiana. Informazioni importanti, come racconta Barbara che è felice perché, dice, "ho imparato come devo comportarmi se c'è il terremoto o un'alluvione". Molta soddisfazione anche per i metodi utilizzati. Federica racconta che "non ci sono state domande difficili e quando non capivamo bene ci hanno spiegato ancora". Ad Antonio, Sergio e Simone sono piaciuti i giochi, Raffaella ha apprezzato molto il racconto con le foto e la rappresentazione teatrale. Infatti, i partecipanti, già attori del gruppo "I Rosablu" di Anffas Pescara, hanno messa in scena una divertente performance teatrale in vernacolo dal titolo “Oddje lu terremote!” scritta e diretta da Silvia Napoleone, regista che da anni guida il teatro di ANffAS Pescara. Ma per tutti la cosa più importante è stata la conoscenza di nuovi volontari, provenienti da altri Paesi e lo scambio di esperienze con loro e Simone, come gli altri, si augura di poterli conoscere sempre meglio superando le difficoltà linguistiche.

Ringraziamo Laura Tranquilli di Valpescara per la collaborazione dimostrata e i partecipanti che, grazie agli operatori Anffas, hanno voluto raccontare la loro esperienza facendo comprendere a pieno l'efficacia del progetto. 

Fonte: Val Pescara, Redazione Abili a proteggere

Link utili: ValPescara, Anffas Onlus PescaraPsicologi per i popoli d'Abruzzo

Articoli correlati:

 In Abruzzo il Progetto Scacco – Comunicare per proteggere

immagine campagna io non rischio 2019 Io non rischio 2019 a Pescara: buone pratiche in Lis

 Nel campo scuola di Pescara ragazzi e volontari con disabilità

Foto di gruppo del camposcuola Terminato il 3° camposcuola estivo “Anch’io sono la Protezione Civile” ValPescara

Locandina evento Val Pescara Protezione civile e disabilità Convegno a Pescara: Protezione civile e disabilità, un’inclusione possibile

 Io non rischio 2018 e disabilità: Pescara in LIS

 Convegno a Pescara: “Sei Pronto?” Buone Pratiche di Protezione Civile

Foto di gruppo del camposcuola Terminato il 3° camposcuola estivo “Anch’io sono la Protezione Civile” ValPescara

Platea e sala del corso: un'operatrice è in piedi con la schiena poggiata Disabilità in emergenza: non ostacolo, ma risorsa

foto di gruppo del convegno Convegno a Pescara: le persone disabili diventano volontari di Protezione Civile

AbiliAProteggere convengo pescara loncandina Convegno a Pescara sulle persone disabili nella Protezione Civile