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l'inps vara la nuova invalidità civile
Da gennaio è partita la nuova procedura per ottenere l'indennità civile. L'Inps ha reso note le novità che cambieranno l'intero processo dell'invalidità civile, che pesa per circa 16 miliardi di euro nel bilancio 2009 dell'Istituto (erano 13,5 miliardi nel 2006). Nel 2010 la spesa salirà a circa 17 miliardi, con un totale di circa 2,8 milioni di beneficiari (erano 2,2 milioni nel 2006).
I nuovi aspetti organizzativi e procedurali del nuovo sistema sono contenuti nel testo diffuso oggi dall'Inps, e si caratterizzano per la possibilità di assicurare la completa tracciabilità di ogni nuova domanda di invalidità civile: garanzia di legalità, tempi di attesa per l'accoglimento della domanda entro la soglia dei 120 giorni (contro la media di 345 di oggi, ma con punte che in alcune regioni arrivano a quasi due anni). "Con lo spirito di servizio che contraddistingue l'impegno dell'Inps - spiega il presidente dell'Istituto, Antonio Mastrapasqua - oggi possiamo dire che si apre una nuova stagione, non solo per evitare le frodi dei falsi invalidi, ma soprattutto per assicurare a tutti i cittadini disabili un'assistenza certa, puntuale e tempestiva. Per questo obiettivo l'Inps assume un ruolo di garanzia nel trattamento uniforme di fronte alle patologie che producono invalidità.
Una garanzia su tutto il territorio nazionale, che deve poter contare, come e più di oggi, sulla collaborazione delle Regioni, delle Asl, dei medici, dei patronati e delle associazioni".
Per raggiungere questo scopo sarà costituito un Comitato tecnico con le Regioni e la Consulta nazionale, aperta a tutti i soggetti che si attivano nel processo, per poter monitorare l'avvio della riforma. "Il contributo dell'Inps - aggiunge Mastrapasqua - è quello di armonizzare quello di tutti, assicurando una prestazione adeguata ai cittadini che ne hanno bisogno. Con le verifiche straordinarie che stiamo completando, stiamo combattendo la piaga dei falsi invalidi, con risultati importanti: l'11% delle invalidità non sono state confermate, e un altro 10% di soggetti non si è ancora disposto a visita e quindi rischia la revoca della prestazione. Ma è dalla riforma che abbiamo fortemente voluto, e che il Governo e il Parlamento hanno disposto a partire dal prossimo primo gennaio, che ci aspettiamo i risultati più importanti per assicurare ai veri disabili un sostegno pronto, equo e tempestivo".
Fonte: agi













