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08/03/2010
Svantaggio? Si recupera in coop

«Le cooperative sociali dovrebbero essere come delle palestre: un momento di transizione in grado di preparare le persone svantaggiate a inserirsi nelle realtà profit». Lo afferma Luigi Marino, presidente di Confcooperative, commentando il Libro verde (contenente le proposte finalizzate all’inserimento degli 'ultimi'), presentato nel corso dell’assemblea di Federsolidarietà, a Roma. «Le cooperative sociali – spiega Marino – sono un elemento insostituibile. Con la loro azione di sussidiarietà verticale e orizzontale stanno dando risposta alle esigenze sempre più differenziate di una società complessa, disegnando e realizzando i modelli di welfare di cui necessita il Paese».

Nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, la funzione delle cooperative sociali, in particolare quelle specializzate nell’inserire coloro che per diverse ragioni soffrono una situazione di svantaggio nel mercato del lavoro, diventa sempre più determinante. «Queste risorse – continua il presidente –, se opportunamente aiutate a realizzarsi professionalmente, costituirebbero un risparmio per lo Stato e per la collettività. Invece esistono problemi culturali e normativi che ne impediscono la piena integrazione umana e sociale. Eppure il nostro sistema cooperativistico rappresenta un modello di sussidiarietà copiato e studiato in tutto il mondo ». Federsolidarietà, infatti, può vantare dei numeri di tutto rispetto. Associa 5.404 cooperative sociali e consorzi che contano 200mila soci, di cui 15mila volontari, circa 185mila lavoratori e un fatturato aggregato di oltre 4,5 miliardi di euro. Mentre le cooperative sociali di inserimento lavorativo sono 1.684, oltre 40mila addetti e circa 13.600 lavoratori in condizioni di svantaggio, di cui la metà con disabilità fisica, psichica e sensoriale. A questi si deve aggiungere un’ulteriore quota del 25% tra disoccupati di lungo periodo, lavoratori anziani, madri sole con figli, immigrati eccetera. Nonostante le 'strozzature' del sistema, però, i buoni esempi non mancano. Nel Padovano, una delle cinque cooperative che aderisce al Gruppo Polis gestisce, in convenzione con l’Asl, due centri diurni per persone con disagio psichiatrico e disabilità mentale; un’altra si occupa dell’accoglienza presso strutture residenziali di persone con disagio psichiatrico e disabilità psichica; una terza svolge attività di assemblaggio per offrire opportunità di inserimento lavorativo a persone con disabilità; c’è poi chi gestisce servizi per persone adulte in condizioni di emarginazione sociale e donne vittime di violenza, con l’obiettivo dell’inserimento sociale e lavorativo e infine chi realizza brand identity, campagne pubblicitarie, grafica, marketing, progetti editoriali, pr.

A Bergamo, poi, la cooperativa sociale 'La Fenice' si occupa prevalentemente di servizi alla disabilità e alla prima infanzia in convenzione con Asl, Comuni eccetera e offre assistenza educativa scolastica, gestisce centri di prima infanzia, nidi d’infanzia, riabilitazione. Sempre in Lombardia, a Brescia, la Fraternità Sistemi occupa per il 50% persone svantaggiate. Dalla manutenzione del verde è passata a gestire rapporti di consulenza delle pubbliche amministrazioni, gestendo le pratiche di riscossione dei tributi, dell’Ici e della Tarsu, per conto dei Comuni. Partita nel 2000 con 15 persone occupate, oggi ne impiega 100 impegnate in 90 progetti di consulenza ai Comuni del Bergamasco e del Bresciano.

«Per migliorare la situazione – suggerisce Ma­rino – bisognerebbe rimuovere quelle 'strozzature' che non riconoscono le agevolazioni e che, invece, dovrebbero spingere di più verso l’inclusione. Basterebbe costruire un sistema di premialità che favorisca il passaggio delle persone svantaggiate dalla cooperativa all’azienda. Le cooperative sociali di tipo B sono espressione di una politica attiva, che utilizza il mercato come leva strumentale. L’obiettivo è la collocazione dei soggetti deboli, considerati come risorse e potenzialità produttive ». Proprio per questo, dopo la presentazione del Libro verde e l’elezione del nuovo presidente di Federsolidarietà, è previsto anche un Libro bianco contenente gli strumenti operativi per la piena inclusione degli 'ultimi'.

di Maurizio Carucci



Fonte: AVVENIRE

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